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Africa nel cuore '09 - Le mail

31 marzo 2009
Il Che Guevara africano
Thomas Sankara ha governato il Burkina Faso per 5 anni negli anni '80. Venne definito il Che Guevara africano per le sue idee rivoluzionarie e sognatrici. Salito al potere diminuì lo stipendio dei politici del 25%. Stabilì che l'auto del presidente della repubblica dovesse essere una Renault 4, fece costruire scuole ed ospedali. In una ventina di giorni riuscì a far vaccinare il 60% dei bambini burkinabè contro la meningite, il morbillo e la febbre gialla, un caso unico riconosciuto dall'organizzazione mondiale della sanità.
Il popolo era dalla sua parte ma, il suo modo di agire entrò presto in contrasto con i forti interessi economici dei potenti locali e di Francia e Stati Uniti e così un giorno venne trovato ucciso a colpi d'arma da fuoco in un campo alla periferia di Ouagadogou.
Lì è stato seppellito e lì avrei voluto andare per rendere onore ad un uomo di cosi grandi valori morali. Non ci sono riuscito, ho chiesto a più persone ma ho avuto sempre risposte vaghe. Mi dicono anche che è davvero un brutto posto pieno di immondizia.
I detentori del potere di oggi non vedono di buon occhio che se ne parli e che lo si ricordi, è una storia scomoda per cui meglio dimenticare...
A Ouagadogou ho visitato un centro dove vengono raccolte le donne che sono portatrici di maleficio. Se un uomo si ammala lo stregone del villaggio spesso individua l'origine della malattia in un maleficio ordito da una parente donna, spesso una delle mogli (magari la più vecchia e scomoda aggiungo io). Questa viene ripudiata e cacciata dal villaggio ed è destinata a morire di stenti chissà dove. In questo centro attualmente sono ospiti circa 400 donne e queste sono fortunate perchè ricambiano il vitto e l'alloggio con dei lavoretti di artigianato. Il problema è far giungere le donne cacciate in questo centro d'accoglienza.
Siamo nel 2009 e faccio molta fatica a credere che possano esistere ancora certe situazioni.
Lasciata la capitale, ci dirigiamo a Bobo Dioulasso, a sud ovest del Burkina dove c'è una moschea davvero originale. E' la prima volta che ne vedo una cosi, è tutta di legno e fango e all'interno, non potendo avere una grande sala per la preghiera, ha tanti piccoli corridoi nella penombra che le conferiscono un'atmosfera davvero magica e affascinante.
La sfida continua. Al furgone si sono spaccati i supporti del filtro dell'aria e questo staccatosi dalla sua sede, andava a spasso per il motore. L'abbiamo legato con una cinghia cricchetto e abbiamo siliconato la base, non so quanto durerà ma ormai devo tenere duro, ce la devo fare...
Ora siamo in Mali, qui c'è più sporcizia e povertà che in Burkina Faso, le strade sono di nuovo approssimative, ma ormai siamo inarrestabili, il Senegal con Dakar è sempre più vicino!
baci siliconati...
gm