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Il progetto

Africa nel cuore '09 - Le mail

16 marzo 2009
Un piccolo gioiello
Recuperati i nostri mezzi dal container, nonostante le indescrivibili difficoltà burocratiche risolte anche grazie all’intervento del Console italiano, lasciamo entusiasti Douala e ci dirigiamo verso nord.
Procediamo in carovana con cautela, con 4 BMW GS 1150, una Honda Transalp, una Honda Africa Twin, una Subaru 4x4 e il furgone d’appoggio Iveco guidato da me, iniziamo il lungo viaggio che ci porterà a Dakar in Senegal. Il BMW GS 800 messoci a disposizione da BMW Italia purtroppo si è perso all’aeroporto di Parigi; verrà spedito a Kano in Nigeria dove speriamo di recuperarla in tempi ragionevoli. L’Ambasciata italiana è già allertata.
La natura che ci circonda si fa subito prorompente; ripide colline con alberi di alto fusto, palme, banani, liane e verdissime piante fanno da sfondo al nostro incedere con prudenza. Attraversiamo molti villaggi e una carovana così non passa inosservata. Spesso la gente ci saluta e bimbi accorrono festosi agitando la mano. Il percorso qui è tortuoso, la media a fine giornata è di 50/60 km orari ma, così facendo, abbiamo anche modo di assaporare meglio ciò che ci circonda.
Una prima tappa è un orfanotrofio lungo la strada; una breve sosta per scaricare alcune scatole di medicinali e subito mi si stringe il cuore nel leggere la felicità negli occhi di questi bimbi che tendono la mano ordinatamente per raccogliere i bonbon che gli offro. Faccio un giro nella struttura dove in una grande stanza praticamente si svolge tutta la vita sociale. In un angolo c’è la cucina, un lungo tavolo, una grande lavagna e qualche sedia… Eppure questi bimbi sono sereni, educati, non litigano fra loro per i nostri doni anzi, se li ridistribuiscono senza discussioni.
Arriviamo infine a Bakou dove si trova la struttura di Kentaja, una specie di centro di assistenza medica sperduto sulle colline. E’ una zona dove vi sono molti piccoli villaggi sparsi, per cui Kentaja diventa un importante punto di riferimento. L’ultimo tratto è molto ripido e lo sterrato presenta grosse buche, per cui mi viene consigliato di lasciare il furgone in basso, il materiale (tra cui una sedia da dentista!) verrà portato su a spalle… A spalle? Una sedia da dentista? Ingrano la prima e affronto la salita.
L’arrivo sullo spiazzo è trionfale! Vengo accolto con applausi e sorrisi da tutti, scendo e subito mi viene messa in braccio una piccola bimba di circa un anno; bellissima, tenerissima, il suo sguardo dai suoi occhioni neri mi provoca una stretta allo stomaco. Le gratto un po’ la pancia farfugliando qualcosa e lei mi regala un sorriso, uno splendido sorriso da un piccolo gioiello di nome Princesse che ripaga tutte le fatiche sopportate fino ad ora.

Un emozionato gm