Marocco 2008
Dalla neve al Sahara...
Eccomi qua o, meglio, dovrei dire, eccoci qua, già perché questa volta, non essendo necessario il visto, é riuscito a venire anche il mio amico Roberto, con la sua BMW GS 1150. Bello viaggiare con negli specchietti una sagoma familiare che ti segue!
L'idea sarebbe di arrivare, dopo aver visitato le oasi più
belle, fino al West Sahara, territorio sotto il controllo delle NU e che fa da cuscinetto tra Marocco e Mauritania che litigano sempre per le solite questioni di territori contesi. Una vasta zona desertica dove non vi é praticamente nulla, solo sabbia, rocce e oceano.
Partiti con la nave da Barcellona il 19 ottobre, sbarcati a Tangeri dopo 24 ore di mare e superate le solite lunghe formalità doganali, ora siamo a Midelt, paesino sulle montagne dell'Alto Atlante, in mezzo ad altissimi cedri a sud di Meknes. Ci troviamo a 1500 mt di quota e fa abbastanza freddo. Per raggiungere questo luogo, oggi abbiamo attraversato un valico a 2200 mt, dove ci ha sorpreso una forte grandinata che in cima si é tramutata in neve, questa mi mancava, la neve in Africa... Tanto freddo, un po' d'acqua infilata qua e là, ma siamo passati, guado fino alle pedane compreso.
Ospiti all’hotel Atlas gestito da una famiglia berbera, con una bella doccia calda, una zuppa bollente ed un abbondante tajine di verdure, ci siamo rimessi in forma, pronti per affrontare il viaggio di domani.
Lungo la strada, in coda ad un benzinaio, osservavo con tristezza il cassone posteriore di un motocarro a tre ruote carico di agnelli. Legati stretti, saranno stati una dozzina, uno sopra l'altro, respiravano a malapena schiacciati dal loro stesso peso. Mi avvicino e intenerito ne accarezzo uno. Il proprietario, un ragazzo dall'aria simpatica, sorridendo mi fa segno spostando orizzontalmente il dito pollice sotto la gola...
Istintivamente esclamo un "nooo..." indietreggiando leggermente ed assumo un'aria dispiaciuta. Tutti sappiamo quanta tenerezza suscitano quelle povere bestiole.
Lui, continuando a sorridere mi dice "amigo, no te gusta la comida?" Nel nord del Marocco si usa molto lo spagnolo, quasi come il francese.
Che potevo rispondere? Mi ha freddato... Che ipocrita! Certo che mi piace la carne d'agnello, avevo ancora nello stomaco la bella grigliata con pomodori e cipolle gustata a pranzo in un villaggio lungo la strada...
Scesi dalle montagne e percorsi in solitudine altipiani davvero avvincenti che lo diventano ancora di più viaggiando in moto, siamo giunti alle soglie del deserto.
Ora siamo a Merzouga, piccolo villaggio a sud di Erfoud che si trova a ridosso delle dune dell' Erg Chebbi. Lo spettacolo é davvero notevole, fantastiche dune alte 200/250 mt dominano il panorama attorno alle case. Qui tutto è sabbia... persino i tasti della tastiera con la quale vi sto scrivendo scricchiolano mentre digito!
Abbiamo trovato da dormire in un posto davvero semplice e carino, Achmed é gentilissimo, i suoi due piccoli bimbi sbucano da dietro le porte e ci regalano sempre un sorriso o un tenero saluto con la manina prima di fuggire via divertiti. La moglie ci prepara a nostra scelta, dei piatti deliziosi. Ieri sera pezzetti di vitello con pomodoro e cipolla tipo stufato con due uova gettate sopra all’occhio di bue e spezie varie che non saprei riconoscere. Naturalmente non è mancata la mia solita soupe...
Stamani ci siamo spinti fino a dove la strada finisce ed inizia il deserto. E' una sensazione strana, arrivando al villaggio di Taouz, mentre entri nello sterrato del paese le persone che incontri già ti fanno cenno col dito indice di girare. Come ci fermiamo ci vengono a dire che oltre c’è solo il deserto, che non si puo' più andare, tantomeno con le nostre moto. Cosi ci fermiamo a fare qualche foto chiedendoci come farà a vivere questa gente. Cosa fanno, di cosa vivono, che cosa si aspettano, cosa sognano... Il primo paese degno di questo nome, Erfoud, dista circa 200 km e dall'altra parte invece si apre inesorabile ed immenso il Sahara.
Dopo aver fatto dietrofront e salutato i bimbi che ci avevano circondato, ci siamo diretti verso Rissani, uno degli ultimi avanposti della Legione Straniera, dove ci avevano detto che oggi ci sarebbe stato un bel mercato. Entrati nel paese, appena ci fermiamo, veniamo subito attorniati da ragazzi che ci offrono qualsiasi tipo di aiuto; parcheggio, hotel, tappeti, guida del paese,
ecc.
La pressione è forte sui turisti da queste parti, da esaurimento, cosi decido di cambiare tattica, scelgo un ragazzino, il più simpatico e gli assegno il compito di guardarci le moto. Facciamo il nostro giro del paese acquistando spezie al mercato molto caratteristico e torniamo alle moto. A questo punto le "guardie" delle nostre moto sono diventate tre! E tutti vogliono qualcosa.
Il piccoletto scelto da me mi guarda speranzoso che lo riconosca e infatti do’ a lui qualche moneta. Viene subito affrontato dagli altri che reclamano la loro parte, ma per fortuna lui si fa valere e, almeno per il momento, mette in salvo la sua mancia.
A me spiacciono sempre molto queste situazioni e poi…che dire, cambia il paese (per chi si ricorda mi era già successo in Siria una cosa analoga), ma la musica è sempre la stessa...
Devo dire che il Marocco mi sta piacevolmente sorprendendo. Anni fa avevo visitato la parte nord, le cosidette "Città Imperiali" e ne serbavo un buon ricordo. Ora però questa parte sahariana trovo sia davvero stupenda. Si percorrono vasti ed ampi altopiani desertici in una luce brillantissima su strade vuote che rendono il viaggio in moto un vero piacere. Di tanto in tanto accostiamo per goderci meglio il paesaggio e la solitudine e i nostri commenti sono sempre gli stessi. "ma hai visto che roba... e quella montagna prima... e dopo quella curva tutte quelle palme..."
Però una cosa particolare qui è attraversare i villaggi, sopratutto di mattina. Si tratta di pochi minuti, quasi sempre due o tre. Alzata la visiera del casco transitiamo sempre lentamente, a 30/40 km all'ora proprio per assaporare quei piccoli momenti di vita che si riescono a cogliere. Il vecchietto che fuma sdraiato contro un muro, due donne che portano verdure al mercato, bimbi che si rincorrono, un ragazzo che spinge un carretto, il negoziante che mette fuori dal negozio le sue merci, un gruppo di uomini seduti al caffè osservano annoiati il nostro passaggio, e cosi via...
Poi, verso mezzogiorno, l'uscita da scuola degli scolari. Le strade vengono letteralmente invase da nugoli di bambini che corrono da tutte le parti scherzando tra loro e spesso ti costringono a rallentare fino a fermarti.
In uno di questi villaggi di passaggio, ci fermiamo ad un benzinaio e scendo dalla moto (per fortuna) per sgranchire anche un po' le gambe. Il benzinaio si avvicina e inizia il rifornimento. Mentre scambio due parole con Roby che attende il suo turno, improvvisamente un rumore poco piacevole... Mi volto e vedo un getto di benzina che ricopre il serbatoio ed anche la sella. Distratto, il tipo non si è accorto che ormai il serbatoio era pieno. Subito mi guardo intorno cercando un secchio per gettare dell'acqua sulla moto ormai allagata di benzina. Nulla. Gli faccio segno, gli chiedo dell'acqua ma lui rimane un po' li, come interdetto... Poi gli viene in mente e mi indica il WC li vicino. Vado subito, provo ad aprire ma è occupato... cavolo!
Aspetto un po' poi visto che nessuno esce provo a bussare e dopo un paio di minuti un vecchietto minuto timidamente mi apre. Si stava ancora lavando i piedi da quel rubinetto basso che gli arabi adoperano nei bagni. Di corsa gli rubo il secchio e lo riempio riuscendo cosi a sciacquare un po' la moto che puzzerà di benzina ancora per un paio di giorni...
Dalla graziosa cittadina di Tata, dopo aver visitato le fantastiche gole del Todra e del Dades, attraverso un lungo e affascinante altopiano, siamo scesi al livello del mare a El Quatia. Abbiamo trovato da dormire in un piccolo hotel, gestito da un francese che secondo noi era fuggito dalla Francia per qualche problema con la giustizia. Con lui vi è anche una ragazza che deve avere recuperato in qualche nigth club, vista la generosità con la quale espone le sue grazie e le occhiate maliziose che fa.
Le stanze erano scarse, con le cose essenziali scassate e senz'acqua corrente. Lui ci ha detto che mancava l'acqua in tutto il villaggio perchè sulle montagne i pastori di cammelli spaccano le tubazioni per far uscire l'acqua e poter cosi abbeverarli...
Vero o no eravamo troppo stanchi per verificare e così ci siamo aggiustati anche perchè la posizione era bellissima e abbiamo cenato davanti ad un tramonto sul mare da favola con dell'ottimo pesce alla griglia.
Questa mattina, di buon'ora siamo partiti per il profondo sud ed abbiamo iniziato a percorrere la lunga strada che costeggia l'oceano. Ben presto è arrivato un forte vento dal mare che ci ha costretto a viaggiare per lunghi tratti con la moto inclinata per fronteggiarlo.
Il panorama è suggestivo; alte scogliere che incutono timore si alternano a lunghe spiagge battute da venti e onde impetuose. Ampie lagune contornate da bianche dune di sabbia e popolate da molti uccelli, compresi i sempre affascinanti fenicotteri rosa. Ogni tanto delle capanne improvvisate vicine al mare offrono riparo a dei pescatori che sinceramente non invidio. Come faranno a vivere in un posto cosi non lo so. Il vento forte qui è una costante implacabile.
Avanzavamo a fatica, non più degli 80 km orari, disturbati dal vento e dalla sabbia che creava veloci disegni sull'asfalto, fino a comporre dei mucchi improvvisi ai quali bisogna stare molto attenti. Per fortuna ogni tanto la sabbia viene tolta da delle pale meccaniche, sopratutto nei punti più critici dove i mucchi impediscono il passaggio anche alle auto.
Ora siamo a Laayoune nel West Sahara, territorio controllato dalle Nazioni Unite per evitare scontri tra Mauritania e Marocco. La presenza dell’ONU è evidente, la città brulica di Land Cruiser Bianchi con la scritta UN. E’ una moderna e discreta cittadina che sorge all'improvviso in mezzo al nulla. Per fortuna abbiamo trovato un hotel un po' più confortevole, cosi abbiamo potuto farci finalmente una bella doccia e scrollarci un po' di sabbia da addosso...
Lasciata Laayoune nel profondo sud e ripresa la strada verso nord, abbiamo ritrovato il solito vento implacabile che batte la costa. E' stato molto impegnativo risalire fino a Sidi Ifni, un tranquillo villaggio sul mare dove qualche raro turista osava perfino sfidare onde di 3 metri per fare surf. Un'ottima e appena pescata, orata alla griglia ci ha fatto dimenticare le fatiche del viaggio.
Il giorno dopo abbiamo ripreso il viaggio e lungo la strada all'ennesimo posto di controllo un poliziotto ci fa segno di fermarci. Accostiamo e dopo qualche parola lui dimostra interesse per la mia moto. Non l'aveva mai vista. All'improvviso sale sopra strommina e girata la chiave mette in moto. Io osservo perplesso pensando che volesse sentire il suono del motore.
D’un tratto ingrana la prima e parte sfiorando con le borse laterali pericolosamente la moto di Roby.
Un pazzo!
Strommina s’inbizzarrisce, si ribella, saltella, rallenta di colpo, singhiozza, lo strattona... infatti fatti pochi metri il poliziotto frena, gira e ritorna vicino a me.
La rimette sul cavalletto, la guarda, si aggiusta il berretto e mi dice "c'est un peu nerveuse..."
Già, penso io, come il padrone...
Cavolo, nessuno è mai salito sulla mia moto tranne pochissimi intimissimi...
Ora siamo a Marrakech, città che desideravo visitare da molto tempo ma, per un motivo o per l'altro non c'ero mai riuscito. Siamo arrivati nel pomeriggio e, sistemati i bagagli, ci siamo subito recati alla famosa piazza Jemaa El Fnaa. Avevo letto e sentito dire che era molto bella ma la realtà supera di gran lunga l'immaginazione.
E' molto grande, con vari personaggi che fanno spettacoli. Dal banale cabaret improvvisato all'incantatore di serpenti. Dal suonatore di violino a quelli più rumorosi dei tamburi.
Le coloratissime bancarelle di datteri, fichi secchi, banane ecc. sono semplicemente affascinanti.
Ma chi la fa da padrone sono le decine di bancarelle dove ci si può sedere e mangiare un po' di tutto. Tutte le cose sono esposte come un banco del mercato. Dai vari spiedini di ogni tipo di carne a quelle del pesce. Poi ci sono quelle con solo agnello e montone, bancarelle con solo uova sode, quelle con solo lumache cotte oppure tutte verdure o ancora dolci stranissimi...
Il tutto crea una magica atmosfera di profumi, colori e suoni che coinvolge senza possibilità di resistere e, d'altra parte, chi vuole resistergli... Ci si lascia andare e ci immerge molto volentieri senza opporre resistenza.